Restaurant & Fish Boutique - Caserta

SOHO ha scelto quale sua location il contesto architettonico che maggiormente caratterizza la città di Caserta ed il corso Trieste, suo asse urbano principale: il palazzo alto borghese del tardo ottocento/inizio novecento, con impianto a corte e ballatoio, locali commerciali terranei, giardino privato interno, spazi ipogei scavati nel blocco tufaceo, affidandone il progetto e la sua realizzazione al prof. arch. Raffaele Cutillo.

La sequenza a manica di ambienti voltati a vela, che restituisce una profonda percezione lineare dalla strada fin al giardino sul retro, costituisce il fil rouge del suo interior design.

La tessitura in pietra di tufo giallo, le pavimentazioni in cotto e graniglia, le policrome finiture parietali ottenute con pigmenti naturali, le piattabande ed i serramenti in legno di castagno o le catene in ferro naturale, fanno da contrastante sfondo alle componenti illuminotecniche ed ai complementi d'arredo firmati dai grandi maestri del Movimento Moderno e del Design contemporaneo.

Scelte radicali, inoltre, sono la valorizzazione e la conservazione integrale, nello stato di rinvenimento e senza sovrapposizioni materiche, dell'apparato decorativo originario (oltre che dei caratteri distributivi e strutturali).
Le parti necessariamente ricostruite o integrate sono tutte, e unicamente, riconducibili all'acciaio cor-ten trattato a cera: un materiale duttile, di superficie finemente scabra e dai toni cromatici variegati, la cui metallica morbidezza sia percettiva che tattile è la corretta mediazione tra il rigore funzionalista del design d'arredo e la complessità superficiale della preesistenza. In questa omogenea linea progettuale si pongono, quali sue estremità, da un lato l'ambiente lounge/pescheria con la dominante della ceramica smaltata a rilievo e del rovere naturale e, dall'altra, lo spazio aperto opposto dove il giardino conserva i tratti dell'agrumeto mediterraneo degli anni '50.
Inaspettata è la spazialità degli ambienti interrati, originariamente scavati nella massa lapidea di fondazione, dove il tufo faccia vista, o ricoperto in calce bianca, rilascia la evidente spazialità della cantina italiana.